Viaggio in Italia: la Corte Costituzionale nelle carceri

Sette giudici della Corte Costituzionale incontrano i detenuti di sette Istituti penitenziari italiani: Rebibbia a Roma, San Vittore a Milano, il carcere minorile di Nisida, Sollicciano a Firenze, Marassi a Genova, Terni, Lecce sezione femminile.

Produzione
Clipper Media

in collaborazione con
Rai Cinema

Produttore
Sandro Bartolozzi

Produttore esecutivo
Barbara Meleleo

Regia e Sceneggiatura
Fabio Cavalli

Fotografia
Antonello Sarao

Montaggio
Gianluca Rame

Musiche
Riccardo Cimino

Suono di presa diretta
Stefano Civitenga

Sound Design
Riccardo Cimino

Durata e Formato
87’ | colore | 16:9

Ufficio Stampa
LucreziaViti
Tel.3482567827
lucreziaviti@presspress.it

MaterialiStampa
www.presspress.it

Sinossi

Sette giudici della Corte Costituzionale incontrano i detenuti di sette Istituti penitenziari italiani: Rebibbia a Roma, San Vittore a Milano, il carcere minorile di Nisida, Sollicciano a Firenze, Marassi a Genova, Terni, Lecce sezione femminile. Ad accompagnarli, l’agente di Polizia penitenziaria Sandro Pepe.

Per la prima volta dalla sua nascita, nel 1956, la Corte costituzionale – giudice delle leggi e non delle persone, anche se le sue decisioni incidono profondamente nella vita delle persone – decide di entrare in Carcere. Il Viaggio inizia a Rebibbia, con la partecipazione di 12 giudici e del Presidente Giorgio Lattanzi, alla presenza di 220 detenuti, pubblico e autorità istituzionali. Una diretta streaming consente di “esserci” anche a 11mila detenuti di altre carceri d’Italia, per seguire un incontro assolutamente inedito, che non ha precedenti non solo nella storia della nostra Repubblica ma neppure nel mondo.

Il film è il racconto dell’incontro tra due umanità, entrambe “chiuse” dietro un muro e apparentemente agli antipodi: da un lato la legalità costituzionale, dall’altro lato l’illegalità, ma anche la marginalità sociale. Attraverso la fisicità, l’ascolto, il dialogo, il Viaggio diventa occasione di uno scambio reciproco di conoscenze, esperienze, e talvolta di emozioni. Ma è anche la metafora di un linguaggio che non conosce muri, e che anzi li attraversa, perché è il linguaggio (ritrovato e condiviso) della Costituzione, la casa di tutti, soprattutto di chi è più vulnerabile.

L’incontro sarà destinato a cambiare lo sguardo dei protagonisti, non senza ricadute sulla loro quotidianità di donne e di uomini.

Note di regia

Pensando alla realizzazione di un docu-film che racconti l’incontro fra i Giudici della Corte Costituzionale e le Carceri italiane, torna in mente il “Viaggio in Italia” di Guido Piovene. Pur nella differenza d’epoca, intenti e contesti, si immagina per questo lavoro di assumere quel principio che fu di Piovene: andare a scoprire davvero quello che si crede illusoriamente di conoscere. Aprire lo sguardo sugli aspetti della realtà che non stanno in luce, coperti dal bagliore dei rilievi; trovare l’ombra nel tuttotondo.

Storie di viaggi e incontri; uomini, donne, persone uniche e comuni (i Giudici, i Carcerati, il Personale penitenziario …); storie di luoghi inaspettati (le Carceri, il loro habitat architettonico e il loro contesto antropologico); e storie di paesaggi visivamente potenti, il loro spirito profondo, quello che il tempo disegna, incidendo anche lo spirito del popolo che li abita.

Dare tridimensionalità alla Costituzione della Repubblica Italiana, attraverso i punti di vista dei suoi custodi e interpreti: i giudici. E fare altrettanto con quel “sistema della pena”, tanto evocato, vilipeso o invocato, e, fondamentalmente, sconosciuto. Gli uomini e donne dell’Istituzione e gli uomini e donne che l’hanno violata, potrebbero riuscire, nel loro incontro, a gettare un po’ di luce fra le ombre.  ​

Fabio Cavalli

Fabio Cavalli è laureato in Filosofia e diplomato all’Accademia del Teatro Nazionale di Genova. Attore, regista, autore, scenografo, produttore, docente universitario, ha collaborato con i maggiori protagonisti della scena italiana (Enrico Maria Salerno, Franco Zeffirelli, Alberto Lionello, Gastone Moschin, Sandro Sequi, Mario Missiroli).

Come autore ha vinto il Premio Internazionale Teatro e Scienza (1996), il Premio Lazio Teatro – Fondi La Pastora (1998), il Premio Sicilia (2001), il Premio Anima per il Teatro (2009).

Fondatore del Teatro Libero di Rebibbia, dal 2003 ha realizzato una ventina di spettacoli con i detenuti-attori. È Direttore dell’Archivio storico “Enrico Maria Salerno”. Autore di numerosi docu e docufilm, nel 2012 è sceneggiatore di “Cesare deve morire” dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani, Orso d’oro alla 62a edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino, 5 David di Donatello e Nastro d’Argento 2012, candidato italiano agli Oscar 2012. Nel 2016 riceve la menzione speciale della Giuria Premio Migrarti alla Mostra del cinema di Venezia per il corto “Naufragio con spettatore”, sul problema del radicalismo islamista nelle carceri. Insegna “Etica ed estetica del teatro in carcere” presso il DAMS Università RomaTre.

Rassegna Stampa